Il Coaching a Modo Mio
Il Mental Coach non sostituisce e non può sostituire il lavoro dello Psicologo. Tuttavia, le sue basi metodologiche si fondano sulla Psicologia e su teorie che hanno segnato la storia della psicoanalisi e dello studio della mente. Lo Shadow Coaching, in particolare, trae origine dal pensiero di Carl Gustav Jung, medico psichiatra che, insieme a Sigmund Freud, ha aperto la strada alla moderna Psicoanalisi.
Che cos’è lo Shadow Coaching
Quando parliamo di Shadow Coaching ci riferiamo a un “allenamento dell’Ombra”, concetto cardine della teoria junghiana. Jung sosteneva che in ogni individuo esistono aspetti nascosti o rimossi, parti di sé non riconosciute che possono generare blocchi, autosabotaggi o difficoltà relazionali. In alcuni casi – non sempre – riconoscere queste dinamiche richiede un lavoro integrato con uno Psicologo o, se necessario, con uno Psichiatra: un team multidisciplinare garantisce il rispetto dei confini professionali e una presa in carico più completa.
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Le radici teoriche: Jung e Karen Horney
Nei miei percorsi traggo ispirazione anche dalla teoria di Karen Horney, medico psichiatra che contribuì allo sviluppo della psicoanalisi culturale. Secondo la Horney, tutti gli esseri umani sperimentano una “ansia di base” che, se intensa e persistente, può sfociare in un conflitto interiore. L’individuo può reagire muovendosi verso gli altri, allontanandosi dagli altri o ponendosi contro gli altri: tre movimenti che si osservano chiaramente nella quotidianità e rappresentano strumenti preziosi per comprendere la dinamica relazionale del cliente.
Perché un Coach deve conoscere la Psicologia
Perché, dunque, un Mental Coach dovrebbe avere una buona formazione in Psicologia? Perché molti obiettivi – personali o professionali – non vengono raggiunti a causa di blocchi inconsci o automatismi mentali che la persona non riconosce. Il Coach non interviene sulla diagnosi, sulle cause né sui sintomi (questo appartiene alla competenza dello Psicologo), ma attraverso un lavoro mirato, esercizi personalizzati e un vero allenamento mentale può aiutare il cliente a sbloccare il proprio potenziale e ad acquisire maggiore consapevolezza, efficacia e centratura.
Mindfulness: allenare la presenza
Nei miei percorsi integro anche la Mindfulness. Numerose ricerche psicologiche e neuroscientifiche hanno dimostrato che le tecniche mindfulness, praticate con costanza, riducono i livelli di stress, migliorano l’attenzione, favoriscono il benessere emotivo e promuovono la capacità di vivere il presente senza giudizio. Negli esercizi che utilizzo aiuto i clienti a liberare la mente dai pensieri intrusivi, a sviluppare un dialogo interiore più gentile e a rafforzare la concentrazione sugli aspetti costruttivi della vita.
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Creatività, ansia e crescita nei più giovani
Poiché lavoro spesso anche con giovani, ho scelto di affiancare al lavoro mentale un elemento creativo. La creatività può diventare un ponte prezioso tra emozione e razionalità: da anni è noto che ansia e creatività condividono lo stesso terreno psicologico, e alcune persone riescono a trasformare l’angoscia in espressione artistica o nuove idee. Per stimolare questo processo utilizzo riferimenti tratti da due libri per ragazzi: “Cion Cion Blu” di Pinin Carpi e “Paroline Volanti” di Beatrice Dalia, storie che aiutano a riflettere con leggerezza su saggezza, ascolto e linguaggio consapevole, temi che ritroviamo anche nel mondo adulto.
Spiritualità, filosofia e allenamento mentale
Durante alcune sessioni traggo ispirazione anche da testi a carattere spirituale e filosofico, come “Il Profeta” di Kahlil Gibran, insieme ad alcuni fondamenti del Buddhismo e dell’Induismo. L’obiettivo non è sostituire la pratica clinica, ma arricchire l’allenamento mentale con riflessioni che invitano all’introspezione e alla crescita personale.
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L’importanza del lavoro in équipe
Un percorso efficace nasce dalla collaborazione. Coach, Psicologo e Psichiatra possono lavorare in équipe per offrire un sostegno completo e ben strutturato, nel pieno rispetto dei confini professionali. Non tutte le persone necessitano di uno Psicologo o di uno Psichiatra, ma è fondamentale sapere quando è opportuno coinvolgerli, così da garantire un processo davvero utile e sicuro.
Un viaggio verso la consapevolezza
Il coaching, quando integrato con sensibilità, base teorica e strumenti comprovati, può diventare un viaggio profondo verso la consapevolezza e il miglioramento di sé. In questo percorso la persona viene accompagnata a conoscersi meglio, a riconoscere i propri automatismi e a costruire, passo dopo passo, una versione di sé più centrata, autentica e libera.
Luca Lechiancole
