dipendenza affettiva

La Dipendenza Affettiva

Quando sentiamo parlare di dipendenze, la prima cosa che ci viene in mente è quasi sempre la dipendenza da sostanze, dall’alcol, dal gioco d’azzardo o dai farmaci.
Molto più raramente si parla di dipendenza affettiva, eppure è più diffusa di quanto si pensi. È anche una delle forme più subdole e difficili da affrontare, sia per chi ne soffre sia per i professionisti della salute mentale.

Non a caso, ad oggi, non viene trattata in modo specifico nei Ser.D presenti sul territorio nazionale.


Cos’è la dipendenza affettiva?

In termini semplici, è una forma di dipendenza che una persona sviluppa nei confronti di un’altra.
Fin qui, apparentemente, non ci sarebbe nulla di allarmante: le relazioni affettive implicano sempre un legame.

Il problema nasce quando questo legame si trasforma in bisogno, quando si diventa dipendenti proprio da persone che non vogliono il nostro bene o che, addirittura, ci fanno del male.


Esempi e dinamiche comuni

Un esempio purtroppo noto è quello delle donne vittime di violenza che, intervistate, arrivano a dire:
“Se mi picchia è colpa mia, perché sono io che lo faccio arrabbiare.”

Questo meccanismo, però, non riguarda solo le relazioni di coppia. Si parla di dipendenza affettiva anche nei confronti di un amico o di un’amica che si fa vivo solo quando ha bisogno, salvo poi scomparire.

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Il meccanismo psicologico dietro la dipendenza

L’aspetto più complesso è che la persona dipendente spesso non riesce a staccarsi, pur avendo una certa consapevolezza del fatto che quella relazione le provoca più dolore che beneficio.
Il funzionamento è molto simile a quello delle altre dipendenze.

Se prendiamo spunto dalle teorie di Carl Gustav Jung, possiamo leggere questa dinamica come un processo inconscio in cui l’altro viene trasformato in una sorta di mito.
Attraverso la proiezione di contenuti archetipici, la persona dipendente non vede più l’altro per ciò che è realmente, ma per ciò che rappresenta interiormente.

L’affetto diventa così talmente forte da impedire qualsiasi distacco razionale.


Quando e come intervenire

Come accade per tutte le dipendenze, chi ne soffre spesso non riconosce di avere un problema e difficilmente si rivolge a uno specialista della salute mentale.

Se abbiamo un parente, un amico o anche un semplice conoscente che mostra segnali di dipendenza affettiva, il primo passo può essere quello di invitarlo a parlarne con il medico di base, che potrà indirizzarlo verso uno specialista.

Nei casi in cui siano presenti violenze fisiche o psicologiche, è fondamentale invitare la vittima a sporgere denuncia o, se necessario, farlo anche in prima persona.

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Un problema da non sottovalutare

La dipendenza affettiva è una delle forme più insidiose, perché nella mente della persona si attiva lo stesso meccanismo tipico delle altre dipendenze:
So che mi fa male, ma in certi momenti mi fa stare bene.

Non è raro che chi ne soffre sperimenti una vera e propria astinenza emotiva, passando ore a fissare il telefono in attesa di un messaggio o di una chiamata che spesso non arriva.

Per questo motivo la dipendenza affettiva non va mai sottovalutata.
Intervenire tempestivamente è fondamentale, prima che il legame diventi ancora più distruttivo.


Luca Lechiancole

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